Quindicenni disarmamentisti che non hanno mai lavorato

di | 10 Gennaio 2020

Ecco, se qui la ragazza o i gestori avessero tirato fuori una rivoltella e fatto fuori quel tizio avrei goduto, Cristo se avrei goduto.

E non ho particolari problemi a dirlo. Solo che quando lo dico spawna matematicamente una specie odiosa, quella del quindicenne disarmamentista che non ha mai lavorato.

Quelli del “la vita vale più della proprietà gne gne gne”. Nel loro mondo binario esiste solo l’opzione maggiore o minore e “armi = male”, “mettersi faccia a terra e piangere = bene”

Ora, sia chiaro, una società civile deve rinunciare all’uso delle armi per risolvere le controversie. Non è che se parcheggi male e mi graffi l’auto tiro fuori una Beretta e ti sparo, chiamo l’assicurazione.

Ma risolvere le controversie è ben diverso dal resistere ad un’aggressione. In tal caso una società civile deve ammettere l’uso delle armi per difesa e se non lo fa ci sono due opzioni:

  • Questo Stato ha un assoluto controllo sulla popolazione e un fitto apparato di polizia e quindi non c’è bisogno di cittadini armati, solo che questo Stato è la Corea del Nord
  • Questo Stato non ha controllo né un fitto apparato di polizia e di fatto lascia i cittadini in balia dei criminali visto che per loro procurarsi armi al mercato nero non è difficile. Inoltre c’è da considerare come in Paesi come l’Italia sia vietata essenzialmente ogni arma. Basta che il male intenzionato abbia una bottiglia rotta per metterlo in superiorità rispetto al cittadino onesto.

Io non son per il modello americano, preferisco un misto tra il modello svizzero e ceco. E posso dire di non essere per il modello americano perché ho avuto occasione di studiarlo, almeno nelle basi, quel modello, di capire quali sono le sue origini e quali le sue debolezze.

E sono giunto alla conclusione che il diritto di avere armi sia una cosa sensata, solo che va fatto con un minimo di criterio. Non vi tedio con la mia proposta perché non è necessaria ai fini dell’articolo.

Quanti di quelli che sanno solo condividere dalla poltrona articoli scritti da altrettanto poltronari titolati “L’America ha un problema e sono le armi” hanno fatto ciò? Pochissimi, fidatevi.

Inoltre la visione che contrappone vita e proprietà è completamente assurda nonché indice di non aver mai lavorato. Avrebbe quasi senso se si parlasse di un terreno incolto, ma quello che questi non capiscono è che la proprietà è uno strumento per vivere.

Se tu mi causi danno per 50’000€ nel mio negozio mi hai appena tolto le ore di lavoro necessarie a ripagare quei 50’000€ dalla mia vita. Se poi mi entri in casa mi causi anche un danno psicologico non indifferente che, in una famiglia, può anche estendersi ai più piccoli.

C’è la vita serena di più onesti cittadini lavoratori e di mesi se non anni del loro lavoro contro l’incolumità di uno stronzo. Una legge che tutela nell’immediato dell’azione il secondo e non il primo è una legge pro crimine e chi sostiene leggi del genere è un fanatico statalista che si farebbe ammazzare pur di difendere il monopolio statale sulla violenza.

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