Io, al catechismo, non ho imparato granché. Anzi, penso sia una delle cose che al tempo mi aveva allontanato dalla religione: catechisti poco preparati, risposte banali a problemi seri… a quel punto decisi che non sapevo se c’era Dio, che non mi interessava saperlo e che la Chiesa si apprezzava quando faceva cose che mi piacevano e non si apprezzava quando faceva cosa che non mi piacevano.
Ovviamente le cose sono cambiate dopo incontri intellettuali di più alto livello, ma tutt’ora mi chiedo quanto un catechismo fatto male possa allontanare i ragazzini dalla religione. Specie con la “scaletta” dei sacramenti: si fa il battesimo poi un tot di dottrina e la comunione/cresima e dopo un altro tot di dottrina la cresima/comunione.
Diciamoci una cosa: i preti spesso i sacramenti li danno con estrema liberalità. Bambini che la chiesa non la vedranno manco una volta tra il battesimo e le prove della prima comunione ricevono comunque il battesimo, bambini che si dichiarano atei ricevono comunione e cresima…
Ma ci sta, d’altronde per la dottrina cattolica c’è della grazia nei sacramenti che c’è al netto dell’aderenza dottrinale dei riceventi. Battezzare il figlio di una coppia convivente che non va a Messa, non ha intenzione di sposarsi e lo fa solo per far felice i nonni e per i regali è comunque un qualcosa che si fa volentieri per dare al bambino il dono del battesimo.
Ma a questo punto si faccia come i cristiani orientali: battesimo, comunione e cresima tutte insieme. Nessuna scaletta di feste obbligate a cui si abbina dottrina fatta male. Poi eh, gli ortodossi hanno le loro belle scuole domenicali, ricordo i miei amici ortodossi alle scuole dell’obbligo che facevano tre ore di dottrina invece di frequentare la Divina Liturgia, mentre noi facevamo un’ora di Messa e un’ora di catechismo…
Questa riflessione sorge da una chiacchierata con una mia vicina di casa, brava persona ma certamente non una grande esperta di dottrina, che raccontava che col precedente parroco la comunità era più coinvolta e che anche lei dava una mano a fare catechismo. Poco prima aveva detto che lei non si confessa perché non vede alcuna necessità di farlo, perché è una brava persona e con quale autorità un uomo che è peccatore può assolverla.
Giovanni 20:23 ha lasciato la chat.
Ecco, chi la pensa così che catechismo può insegnare? Probabilmente quello che viene insegnato oggi, che molto spesso è un generale “Gesù era buono, siatelo anche voi”. Pensate alla canzoncina “Ti ringrazio mio Signore”, una frase è perfetta sintesi del problema:
Sarete suoi amici se vi amate fra voi
e questo è tutto il suo Vangelo;
Eh no eh, se è vero che si può sintetizzare il Vangelo in un grande comandamento, la prima parte è “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente“, da cui deriva poi tutto il rispetto delle leggi di Dio. Se fossimo solo fondati sul “Amerai il tuo prossimo come te stesso” saremmo una ONG, non una religione.
Questo è sicuramente legato anche a un problema di difesa della fede. Insegnando solo “siate buoni come Gesù” al primo attacco alla religione, cosa ormai sempre più comune anche per semplice pressione sociale, la fede crolla. Chiunque sia un minimo ferrato in termini di storia e filosofia sa come mettere a cuccia il classico ateo militante adolscente (anche se cresciuto), ma se tutto ciò che si impara è così cartonato e romanzato, buona fortuna a difendere la fede dai soliti tre argomenti circolari…