Andiamocene da questo sciagurato paese di venezuelani dentro prima che sia tardi

di | 7 Maggio 2020

C’è qualche ebete che sostiene l’esistenza degli italiani, probabilmente per convenienza fiscale.

Un’ulteriore evidenza della falsità di tale affermazione sono le reazioni alla decisione di regione Lombardia di cambiare le regole sui test anticorpali privati.

Eliminando ogni formalismo dalla spiegazione la Regione ha deciso di applicare il modello lombardo e di delegare una cosa che non riesce a fare ai privati.

Reazioni in Lombardia? Abbastanza positive. Ma, anzi, già da tempo leggevo persone chiedersi come mai i test privati non fossero possibili o come addirittura volessero tamponi privati.

Addirittura, l’opposizione dice di volerli anche lei, di averli chiesti addirittura prima della maggioranza ma con un calmiere. Eppure mi chiedo a cosa serva quando:

  • Il calmiere di Mimmo Arcuri ha fallito miseramente
  • A Milano fanno test a 30€

In ogni caso il concetto è quello: aprire ai privati è bene per quasi tutti, si dibatte sul come.

Certo, poi c’è il partito zerovirgola che dice che è tutta colpa del neoliberismo, ma è appunto zerovirgola. Vabbè, non esageriamo in modestia, sarà al 10%

Poi esistono gli italiani. Loro la vedono diversamente da noi.

Non sia mai che si faccia il test privato, vergogna. Vuoi sapere se hai fatto il covid? Vai a fare un tampone pubblico sprecando il prezioso reagente!

Non sia mai che il privato superi il pubblico. Anche se non tolgono nulla a nessuno ci deve pensare lo Stato. Il partito che in Lombardia è al 10% è al 90% in Italia, un partito che vorrebbe renderci un piccolo Venezuela, dove è meglio niente che privato.

Non sia mai che chi può paghi per curarsi lasciando al pubblico l’onere di pagare per chi non può. Bisogna fare finta di essere tutti un’unica grande famiglia che cura tutti allo stesso modo poi spendi i soldi che avresti potuto usare per i poveri per “assicurare” il Berlusca che si cura privatamente.

A questo punto stacchiamoci e prendiamo il 10% sano dell’Italia e facciamo prima.

PS. L’autore della lagna magistrale sul tema è laureato in storia. Non credo sia una coincidenza, con tutto il rispetto per i laureati in storia.

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