La maestrina

di | 9 Giugno 2020

E così Lucia Azzolina è riuscita nella missione di fare dire a tutti “Salvini ha ragione”

La ragione? Che ha contestato al Matteo nazionale la scrittura “plexiglas”. Si scrive “plexiglass” dice la maestra.

Peccato che si scorda plexiglas e che plexiglass sia un anglicismo.

Ora, diciamoci una cosa: mettere una professoressa a capo dell’istruzione è stupido. Certo, fa molto grillino “scuola del popolo guidata dai maestri” ma l’istruzione italiana è nei fatti un’enorme azienda che necessiterebbe di competenti manager, solo che questi ultimi dovrebbero licenziare bidelli e docenti che non servono a un cazzo per raggiungere un’efficienza paragonabile lontanamente alle scuole private e chiaramente il governo perderebbe quei voti, quindi meglio veder calare il grafico del profitto degli alunni che quello degli sprechi.

In ogni caso questo è il solito esempio di maestrismo: io sono docente alla scuola italiana, “la scuola italiana è la migliore al mondo” quindi io sono superiore.

Tanti sono i docenti che in virtù del loro titolo chiedono degli onori speciali e una considerazione particolare. Mi ricordo una volta, sul blog del Mattia Butta, del suo racconto di un dibattito sullo ius soli in cui una gli rispose terminando la sua tesi con “sai, io sono insegnante”.

“Anche io” rispose lui, professore universitario.

Ma non è decisamente l’unico caso: loro, docenti, sanno non solo della loro materia ma di tutto: economia, società, politica e via così.

Tutti così? No, certo che no, ma nemmeno pochi. Specie tra gli umanisti che fuori dalla scuola non avrebbero lavoro e sono precari da 10 anni.

E ce ne sono a iosa di docenti che non sanno le cose ma in quanto docenti pretendono di saperle.

In sostanza l’uscita dell’Azzolina non è nulla di particolare: è semplicemente l’uscita che potrebbe fare almeno un docente prendendone dieci di materie umanistiche mettendoli in una stanza a dibattere con dieci persone.

Solo che la prof media non arriva al ministero.

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