Se te ghe tochet i daner…

di | 10 Aprile 2021

Qualcuno la chiama gauche-caviar, qualcun altro radical chic, io li chiamo quelli che alle prossime elezioni faranno stravincere la destra, probabilmente a trazione meloniana.

L’ultimo esponente (spero di non essere denunciato per maschilismo per non aver detto l’ultima esponenta) di ciò è la lucarelli, che fa un rant dicendo, ve la faccio breve che non si può aprire perché c’è 500 morti al ciorno, che l’unica posizione di buonsenso (e se lo dice una giornalista possiamo fidarci, mica come quelli scemi coi numeri, io la dichiarazione dei redditi me la faccio compilare dal rabdomante ad esempio, a sensazione!) è tenere tutto chiuso e ristorare le perdite.

Grazie, davvero, grazie. Al cazzo.

Non è che il governo è cattivo e non ristora la gente perché preferisce farsi il bagno nei centesimi mentre i bambini italiani muoiono di fame, semplicemente ha le pezze al culo e non potrebbe ristorante decentemente. Non senza andare in default. [1]

 

Piccola spiegazione: solitamente lo stato ottiene i soldi per i propri sprechi clientelari magnifici programmi dalla tassazione.

Solo che se la gente non lavora non è che sia così facile, quindi bisogna indebitarsi.

Siccome abbiamo fatto tanto debito negli anni per pagare una motta di cretini che si grattano il naso per utili programmi di welfare, oggi, non possiamo farne a sufficienza da pagare realmente chi viene fermato e i ristori saranno una barzelletta, a meno di voler defaultare (che forse, valutando che manca poco che abbiamo più debito che anni di unità, potrebbe anche essere una buona idea…)

Punto fermo. Qualsiasi altra opzione che includa “chiudere e ristorare” o è scritta sotto allucinogeni o è pieno delirio Dunning-Kruger.

Cosa che ho fatto, ovviamente, notare (anche abbastanza pacatamente, sicuramente più del “speriamo che la tiri sotto un tram e che per vedere che è successo faccia retromarcia” che ho pensato all’inizio), sintetizzando questo ragionamento economico e proponendo, in ultimo, una bella patrimoniale al 100% a lei a tutti i suoi sostenitori per pagare i ristori (anche se penso che, con i proventi, si possano pagare al massimo un paio di settimane di ristori, ma se va in porto il piano Sileri va benissimo).

Chissà perché, mi ha bannato. Certa gente fa tanto la solidale coi soldi degli altri ma se deve metterli diventa più tirchia di uno dei rari scozzesi thatcherites che tifano Genova!


[1] Quello che gli Stati decenti fanno ora è indebitarsi per ripagare il debito, in una decina d’anni, tramite già presenti avanzi di bilancio, piccoli aumenti delle imposte o tagli alla spesa. Se anche riuscissimo miracolosamente a ristorare senza defaultare poi ci ritroveremmo a fare debito su debito per non avere l’IVA al ventordici per cento e le imposte dirette a livelli che farebbero impallidire persino Bernie Sanders e fuggire chiunque in Svizzera.

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